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Inciampo spesso sull'ombra mia; è ché non mi va di calpestarla, mica altro.

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Tenendo il conto

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giovedì, 14 maggio 2009

A proposito

"Non hai imparato niente, tranne che la solitudine non insegna niente, che l'indifferenza non insegna niente: era un'impostura, una fascinosa e ingannevole illusione.
Eri solo, tutto qui, e volevi proteggerti; volevi tagliare per sempre i ponti tra te e il mondo.
Ma tu sei così poca cosa, e il mondo un tal parolone: alla fine, il tuo non è stato altro che un errare in una grande città, e costeggiare chilometri di facciate, vetrine, parchi e lungofiume."
[George Perec, Un uomo che dorme]

A spasso nel vuoto del quotidiano, nel pieno della vita.
Il fiume scorre, le vetrine cambiano con le stagioni, le facciate si anneriscono di smog.
Passeggiare non basta, abbandonare illusioni non rende felici. Anzi.
C'è da fare.
Un armadio di legno, un volantino, un viaggio in India, un orto, due chiacchiere, un pupazzo di neve, un film, un salto, le pulizie, un figlio, una visita guidata, un caffè.

Guardarsi intorno, soprattutto.


Allez!



postato da: BiancoBi alle ore 22:48 | link | commenti
categorie: incroci
mercoledì, 01 aprile 2009

IO VIVERE VORREI ADDORMENTATO DENTRO IL DOLCE RUMORE DELLA VITA

Sandro Penna l'ha scritto, qualcuno l'ha copiato a matita su un foglio, l'ha ritagliato, ha attaccato il foglio accanto ad altri pezzi di carta, segni e fotografie (si chiama collage). L'insieme dei pezzi è stato regalato ad un amico e dopo trent'anni è finito appeso ad una parete nera per una mostra.
La stanza era in un palazzo in cui ho lavorato per sei ore senza sapere che quel frammento era lì.
Poi ho sceso le scale, mi sono affacciata tra persiane verdi, chitarre, luci al neon e fotografie, ho girato in tondo con un punto interrogativo dipinto in faccia, infine l'ho trovato.

Io vivere vorrei addormentato dentro il dolce rumore della vita.




postato da: BiancoBi alle ore 23:04 | link | commenti (5)
categorie: roma, incroci, occhi spalancati
venerdì, 13 marzo 2009

Wonderland, neverland

Pianifico, immagino, viaggio già.

La regina del palazzo incantato arriva alle nove e quindici e grida “A moooorteeeee!!!!!”: un cartello è stato attaccato con lo scotch che è “la cosa peggiore che si possa vedere, così tutto ciò che facciamo è VANO, capite?”. La sua faccia si fa rossa, le carte dipingono intanto le rose di bianco, ridendo.

Chiudo gli occhi, mi addormento, sogno di essere già nei giardini di Kensington.

Ho mangiato una caramella giapponese al sapore di limonata, sulla busta c'era Doraemon, c'è da fidarsi, no? Invece le braccia mi diventano enormi e iniziano a spuntare dalle finestre del palazzo, le gambe riesco a stento a infilarle tra i pilastri del portico e mi ritrovo immobilizzata senza riuscire più a muovermi.

In tasca ho tanti biglietti di lotterie diverse. Ancora non è uscito nulla, ma chissà.

Grido aiuto ma si sa, c'è la crisi Bianconiglio scappa “siamo in ritardo, siamo in ritardo, siamo mooolto in ritardo!!!”.

Mi guardo attorno e non vedo passare più nessuno.

Sabato parto.
London, aspettami, please.

postato da: BiancoBi alle ore 01:17 | link | commenti (5)
categorie: roma, viaggio, robe private
sabato, 14 febbraio 2009

Della GIOIA e dell'uomo vivo


Il sorriso sul viso non è abbastanza perché si possa parlare di gioia.
C'è il sorriso di circostanza (“posso esserle utile?”), il sorriso a coprire (“sto bene, non preoccuparti”), il sorriso per una battuta comica e tanti altri sorrisi che non hanno nulla a che vedere con la GIOIA vera, quella maiuscola.

Quella che porta ad allargare il sorriso senza bisogno di pensarci e intanto ad allargare gli occhi sperando di far entrare di più, più in profondità tutto il bello che si sta vivendo.

Penso a momenti di GIOIA e mi vengono in mente immagini di vacanze di mare, giornate di innamoramento feroce con abbracci che sembrano non poter finire, poi serate con amici in cui qualcuno suona una chitarra oppure racconta le proprie viscere oppure si va tutti alle terme che poi sono chiuse ma va bene uguale.

GIOIA è mangiare una fettina panata (o cotoletta) seduti sull'erba al lato di un sentiero, respirare l'aria fredda del mattino del primo giorno dell'anno e correre fino a perdere il fiato, cogliere il sentore di pomodori maturi in un bicchierino d'olio.
GIOIA è leggere un foglio e scoprire di non avere quella malattia lì, tenere tra le braccia per la prima volta un neonato, rivedere un amico e trovarlo più bello e felice.

Ecco, per me la gioia è questa roba qua più altre cose che ora non mi vengono in mente ma so che ci sono.
 
Per dire, a Roma nei prossimi giorni ci sarà questo spettacolo qui sulla GIOIA.
Non so se parlerà delle stesse cose di cui parlo io, so che lingua parlata sarà la stessa e tanto basta.
Mi trovate seduta davanti, seconda fila a sinistra, a battere le mani in rigoroso silenzio.



18-22 febbraio ore 21.30
Rialto Sant'Ambrogio (Roma)

MOODS piccole variazioni sul tema della GIOIA

scrittura di scena e audioricordi di SIMONE FALOPPA
a partire da alcuni scatti di VERONIQUE VERGARI
col cosiddetto prologo di SIMONE CASTANO
mi tiene per mano FLAVIA GALLO
m'è stato appresso MARCO FUMAROLA
scene, illuminazione e suoni a cura di CIRCOLO ALEKSEEV
un ringraziamento sentito va a AMBRA RINALDO, PiM spazio scenico (MI), ERMELINDA BONIFACIO, MARIELLA GAETA, MARCO SABATINO



postato da: BiancoBi alle ore 22:16 | link | commenti (2)
categorie: roma, teatro, occhi spalancati, venghino signori venghino
giovedì, 12 febbraio 2009

Calpestando foglie secche


[In sottofondo:
Reptilia - The Strokes]

Si chiuse la porta alle spalle.
Tolse tutte le sedie per non potersi sedere.
Fissava quel dito indice teso e agitato a mezz'aria come fosse un pupazzo appeso sopra la culla.

Parlate pure, alzate la voce, spalancate di più gli occhi.
Spiegatemi voi cosa dovrei essere, cosa dovrei fare, per cosa dovrei essere felice.
Poi sparite, per favore.
Non voglio quella pace che puzza di morto.
Lasciatemi essere una cosa di nessuno dimenticata lungo la strada.


Intanto correva verso lucine lontane, sbatteva sulle pareti del tunnel.
Non riusciva a raggiungersi, si addormentava.
Anche senza saperlo, viveva.







postato da: BiancoBi alle ore 01:36 | link | commenti (1)
categorie: incroci
lunedì, 26 gennaio 2009

Nel pozzo [volevo solo parlare di Orson Welles e Wong Kar Wai, poi m'è scappata la mano]

[on air: Beth Gibbons & Rustin Man - Resolve]

Ricordo solo ora di aver dimenticato. Di aver dimenticato tutto.

Ricordo di aver dimenticato un volto, un libro, una passione, una violenza.

Lo ricordo quando per la strada ritrovo per caso un frammento.

So che il ricordo era là, sotto quel lenzuolo bianco, lo sollevo e trovo solo un moncherino mangiato dai tarli, rimane solo una macchia più chiara sul muro là dove doveva esserci il mobile.

S'è mosso, è scappato, svanito, sotterrato.

L'ho mangiato a furia di far finta di nulla, di immaginare che è stato solo un brutto sogno, di pensare che ci sono cose più importanti, di lasciar perdere certe mie fantasie.

Così una massa di cose su cui avevo attaccato il cartellino “meraviglia” le ho lasciato lontane.

Per studiare, per lavorare, per veder sciogliere la neve, per vivere.

Così.

A volte ho paura di sprofondare nella vita “normale” e di dimenticarmi di quanto tutto ciò sia straordinario.


postato da: BiancoBi alle ore 01:54 | link | commenti (4)
categorie: colours, occhi spalancati, robe private
lunedì, 19 gennaio 2009

Tutto il mondo è paese, tutti gli uomini sono comuni (da Gli Omini, cartolina rossa)

Prendete Milano. Aggiungete la pioggia insistente e monotona, sempre.

Che brutta giornata, penserete voi. Invece no.

Mettete che la sera prima avete visto uno spettacolo a teatro di cui ancora vi girano in testa pensieri e sorrisi (Potere agli Omini!).

Poi dormite a lungo, ma solo dopo aver bevuto una tazza di rooibos mandorle e pistacchi.

Aprite gli occhi, giratevi dall'altro lato e pigronate ancora un po'. Accettate certi dolci sardi con miele e scorzette d'arancia per colazione.

Datevi appuntamento con l'amico più caro che avete e trovatelo più bello, rilassato e sorridente che mai. Camminateci insieme sotto la pioggia e parlate di qualunque cosa. Sì, anche di quella cosa lì, qualunque sia.

Ecco, provate anche voi.

A me è venuta voglia di dipingere a colori le statuine di DAS e di saltare nella stanza vuota ruotando le braccia come quando si nuota a dorso, però andando in avanti.

Succede anche a voi?

Poi venitemi a dire che è stato tempo brutto. Io non ci credo.


postato da: BiancoBi alle ore 23:26 | link | commenti (1)
categorie: colours, come sto, occhi spalancati, robe private
mercoledì, 14 gennaio 2009

Stella

A undici anni vedevo il mondo con quegli occhi lì, ne sono sicura.

Sentirsi fuori posto ovunque.

Sapere tante cose ma mai “quelle importanti”.

Rispondere “sì” solo per eludere la domanda.

Mi incanta.

 

locandina


Però poi c'è questa sospensione, questa attesa che le cose succedano e invece poi no, tutto rimane in sordina, sullo sfondo.

Colpa mia, che al cinema voglio ancora sentirmi raccontare delle storie, invece qui si dischiude solo un mondo.


Mi dispiace un po' perché certi tocchi di regia m'hanno fatto sbavare; perché la colonna sonora, i costumi e l'ambiente fine anni Settanta mi hanno fatto sognare; perché c'è quell'accostamento di dolcezza e ruvidità che sconcerta; perché gli attori li ho visti come persone vere e non ho dubitato neanche un secondo che tutto potesse succedere.

Però non è successo e io ci sono rimasta male.


Film meraviglioso.

Però dai, la prossima volta mettiamoci pure una trama, su.

Ci conto.


postato da: BiancoBi alle ore 01:17 | link | commenti (2)
categorie: colours, occhi spalancati, venghino signori venghino
giovedì, 11 dicembre 2008

I was happy in the haze of a drunken hour

In città scende la neve.

I marciapiedi da lontano sembrano lavagnette bianche su cui ognuno lascia impronte d'inchiostro grigio. Da vicino la poltiglia di neve diventa acqua ad ogni passo e crea pozzanghere larghe quanto la strada.

Cammino a bocca aperta per sentire il sapore del freddo.


- Non me l'aspettavo.

- Neanch'io.


Se solo la neve ghiacciasse, stanotte, magari riuscirei a non sentirmi come un granello di polvere. Invece succede, a volte.


And Heaven knows I'm miserable now.


postato da: BiancoBi alle ore 00:28 | link | commenti (3)
categorie: ammore, come sto, robe private
domenica, 30 novembre 2008

Tu mi fai girar

Ogni tanto mi affaccio sul mio blog per vedere se è successo qualcosa, invece non è successo niente.

Ah, sono io quella che deve far succedere qualcosa, qui.
A volte me ne dimentico.

Sto cercando lavoro e tra le molte e fantastiche offerte di stage non retribuito di sei mesi - richiesta esperienza di almeno un anno in analoga posizione ho trovato anche questo annuncio qui:  ragazzo bisex di 24 anni offre sesso in cambio di lavoro o agganci per concorsi pubblici.
Prima rido.
Poi no.

Vabbè, ora vado che ho un sacco di bambole da pettinare.







postato da: BiancoBi alle ore 02:32 | link | commenti (3)
categorie: venghino signori venghino